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Dalla SICILIA

AMARO GERLANDO

Amaro Gerlando

Amaro Gerlando è ottenuto con infusione a freddo di erbe fresche e spezie, dopo diverse settimane e solo quando il perfetto connubio tra le varie componenti aromatiche è stato raggiunto, avviene la separazione delle erbe e successivamente l’imbottigliamento. Degustandolo, al naso s’avverte immediatamente un sentore fresco, mentre al palato si avrà un esplosione di tutti gli aromi delle erbe fresche e delle spezie utilizzate, mostrando una persistenza impareggiabile e poco comune. È importante ricordare che il nostro Gerlando viene prodotto esclusivamente senza alcun tipo di “aromi naturali”, coloranti e caramello. Ottimo abbinamento con dolci e frutta.

100% Naturale

È importante ricordare che il nostro Gerlando viene prodotto esclusivamente senza alcun tipo di “aromi naturali”, coloranti e caramello.

100% Artigianale

Lo produciamo seguendo la ricetta tramandata, filtrato a garza manteniamo intatte il gusto, i profumi e le proprietà organolettiche.

L’AMARO

Alcool 34% vol
Bottiglia 50 cl
Ingredienti Acqua, Zucchero, Alcool ed Erbe Aromatiche

Perchè Gerlando

I templari hanno sempre occupato una parte della mia vita di bambino grazie alle storie che mi raccontava la mia famiglia, mentre si cimentavano tra erbe aromatiche ed infusi per la realizzazione della ricetta di un amaro. Crescendo, associai l’amaro ai templari ed al cavaliere Gerlando, poiché le storie su di lui narrate erano molteplici. Quando la mia famiglia abbandonò l’idea di realizzare la ricetta, me la consegnò. Rimase gelosamente riposta per decenni, fino a quando durante un trasloco me la ritrovai tra le mani e memore dei bei ricordi decisi di riprodurla. Nasce così Amaro Gerlando. Apprezzato da parenti e amici decido di avviarne una produzione rigorosamente artigianale.

Il Beato Gerlando

A Caltagirone in Sicilia, nella Basilica di San Giacomo, si venerano da secoli le reliquie del Beato Gerlando detto «Gerlando di Alemagna» o ancora «Gerlando di Apollonia» la cui memoria liturgica ricorre il 19 giugno. Gli autori più antichi lo dicevano originario di Germania oppure della Polonia mentre studi più recenti lo vogliono siciliano, nativo di Piazza Armerina, dove nel XIII secolo è documentata la presenza di una famiglia Alamanni originaria di Bologna. Trascorse buona parte della sua vita di religioso cavaliere presso la Commenda della Madonna del Tempio a pochi chilometri da Caltagirone, della quale divenne custode: con amore si fece protettore delle vedove e degli orfani, ed allo stesso tempo si cimentava in aspre pratiche di penitenza. Morì attorno al 1271 e fin da subito fu oggetto di devoto culto popolare. Il 19 giugno 1327 i suoi resti furono identificati e traslati nella Basilica di San Giacomo Maggiore in Caltagirone. Qui ancora oggi è conservato il suo teschio in una teca d’argento, che si espone alla pubblica venerazione in svariate occasioni, mentre il resto del corpo si trova nel reliquiario della basilica.

Cenni Storici

L’ordine dei templari nacque nel 1119 a Gerusalemme con lo scopo di proteggere coloro che vi si recavano in pellegrinaggio. Ebbe fine tra il 1312, tempo in cui papa Clemente V ne decretò la chiusura, e il 1314 quando il re di Francia , Filippo il bello, fece bruciare l’ultimo gran maestro dei templari ed il suo più grande collaboratore. Da sempre circondati da un alone di mistero che ne fomenta miti e leggende, i Templari lasciarono un’ impronta profonda in Sicilia durante il regno di Federico II.